Festival dell'Ascolto
Persone di generazioni diverse sedute in cerchio nel cortile di un chiostro, in ascolto

3 ottobre 2026 · Alessandria

Festival dell'AscoltoFestival dell'Ascolto

Incontrare l'altro, oltre le parole

Il luogo

IL CHIOSTRO

P.zza Santa Maria di Castello, 14 · 15121 Alessandria

Una giornata gratuita aperta alla cittadinanza

Scopri il programma

Perché un Festival dell'Ascolto

Viviamo in un tempo in cui comunichiamo continuamente.

Scriviamo, commentiamo, postiamo, rispondiamo. Abbiamo a disposizione più strumenti per comunicare di quanti ne abbia avuti qualunque essere umano prima di noi.

Eppure, forse, non siamo mai stati così poco ascoltati.

Sempre più spesso non ascoltiamo l'altro per comprenderlo: lo ascoltiamo per rispondergli. Mentre parla prepariamo già la nostra replica. Cerchiamo il punto debole del suo ragionamento, aspettiamo il nostro turno, confrontiamo ciò che dice con ciò che pensiamo noi. E qualche volta entriamo in una conversazione non per incontrare qualcuno, ma per uscirne vincitori.

Persone disposte sui due lati di una sala durante un incontro di ascolto e partecipazione
“Così le parole aumentano e l'incontro diminuisce.”

Il Festival dell'Ascolto nasce da qui. Dal desiderio di restituire valore a un gesto apparentemente semplice e invece profondamente rivoluzionario: fare spazio all'altro.

Ascoltare davvero non significa essere d'accordo. Non significa rinunciare alle proprie idee, né dare ragione a chi abbiamo davanti. Significa qualcosa di molto più difficile: riuscire, almeno per un momento, a sospendere la necessità di giudicare, interpretare, consigliare, convincere. E provare a entrare nel mondo dell'altro sapendo che quel mondo non è il nostro.

Perché l'altro non ha bisogno che diventiamo esperti della sua vita. Ha bisogno, qualche volta, di incontrare qualcuno disposto ad ascoltarlo.

Un luogo di incontro

"Non un convegno per addetti ai lavori.Un luogo di incontro."

Il Festival non è un convegno per addetti ai lavori, bensì un luogo di incontro.

Un luogo nel quale professionisti, cittadini, insegnanti, genitori, ragazzi, associazioni e persone semplicemente curiose possano interrogarsi su cosa significhi ascoltare davvero. Attraverso parole, esperienze, laboratori e relazioni proveremo a esplorare ciò che accade quando, anziché prepararci a ribattere, proviamo a comprendere.

Programma della giornata

Un unico percorso, dalla mattina alla sera.

  1. 10.00–13.30Plenaria
  2. 15.30–17.30Laboratori
  3. 18.00–19.30Chiudiamo in musica

Plenaria

10.00–13.30

L'Ascolto di sé e dell'altro nelle sue varie declinazioni

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Capienza massima: 60 persone.

  • Marco Andreoli

    L'ascolto come atto rivoluzionario in un tempo che non ascolta più…

    Counselor, formatore e autore di Il miglior ascolto della tua vita.

    Viviamo in un tempo in cui tutti comunicano, commentano, rispondono. Ma quanto siamo ancora capaci di ascoltare davvero? E se ascoltare significasse rinunciare, per un momento, ad avere ragione per provare davvero a incontrare l'altro?

    Spesso, mentre l'altro parla, stiamo già preparando la nostra risposta, il nostro consiglio o l'argomento con cui convincerlo. Un intervento sull'ascolto come spazio, curiosità e sospensione del giudizio. Perché comprendere non significa necessariamente essere d'accordo e, in un mondo in cui tutti cercano l'ultima parola, lasciarla qualche volta all'altro può diventare un piccolo gesto rivoluzionario.

    Marco Andreoli fa il Counselor, ma soprattutto studia da molti anni una cosa che facciamo tutti e che forse nessuno finisce mai di imparare: ascoltare.

    Counselor, formatore e autore di Il miglior ascolto della tua vita, considera il Counseling non soltanto una professione, ma un modo di stare nella relazione con l'altro. Il suo lavoro nasce dall'incontro con il pensiero di Carl Rogers e dalla convinzione che ascoltare significhi prima di tutto fare spazio: alle parole, ai silenzi, alle differenze e persino a ciò che mette in discussione le nostre certezze.

    Nel suo libro racconta anche i propri errori e il lungo percorso che lo ha portato a scoprire la potenza di un ascolto che non giudica, non interpreta e non pretende di conoscere in anticipo la strada dell'altro. Una ricerca che oggi porta anche fuori dalla stanza di Counseling, come ideatore del Festival dell'Ascolto.

  • Nicoletta Agostino

    Io non l'ho interrotta

    Comunicatrice, si occupa di Marketing e Relazioni Pubbliche, con particolare interesse per gli studi di genere e il linguaggio inclusivo.

    Cosa significa davvero dare ascolto alla voce delle donne? Un intervento che attraversa linguaggio, rapporti di potere, medicina e violenza di genere per mostrare come l'inascolto possa assumere forme molto diverse.

    Con uno sguardo di genere e femminista, l'intervento analizza come la voce femminile venga depotenziata in diversi ambiti della società: dal manterrupting nei contesti pubblici all'ingiustizia testimoniale, fino ai ritardi diagnostici e al gender pain gap nella medicina di genere e al trauma dello scetticismo istituzionale e dello stigma sociale per chi denuncia una violenza.

    Attraverso dati scientifici, fonti autorevoli ed esempi della quotidianità, l'obiettivo è spostare lo sguardo oltre stereotipi e pregiudizi e mostrare come l'ascolto autentico non coincida semplicemente con il non interrompere, ma richieda disponibilità a cedere spazio e riconoscere pieno valore alla parola delle donne.

    Nicoletta Agostino è comunicatrice e si occupa di Marketing e Relazioni Pubbliche. Si avvicina agli studi di genere durante gli anni universitari, approfondendo successivamente i temi delle disuguaglianze, dei diritti delle donne, della sociolinguistica e delle politiche di genere.

    La sua esperienza attraversa l'attivismo studentesco, la militanza politica e i collettivi femministi. Ha frequentato percorsi di specializzazione dedicati a Diversity, leadership femminile e inclusione e, attraverso un tirocinio presso il Ministero dell'Istruzione, ha conosciuto il progetto She Figures, da cui nasce il suo interesse per l'uguaglianza di genere nella ricerca.

    Oggi concentra il proprio impegno soprattutto sull'analisi della violenza di genere, del sessismo linguistico e degli stereotipi gender-based nei media e nel linguaggio pubblico. Ha curato un blog di opinione e collabora con quotidiani e riviste.

  • Enrico Testino e Carlo Besana

    L'ascolto pubblico: gli strumenti dell'animazione sociale e dello sviluppo di comunità

    L'ascolto non è soltanto qualcosa che accade tra due persone. Cosa significa ascoltare un quartiere, una comunità, un gruppo di giovani? Enrico Testino e Carlo Besana portano l'esperienza di trent'anni di lavoro sul territorio attraverso partecipazione, progettazione e facilitazione.

    Nell'approcciare una comunità, un quartiere o gruppi di giovani, l'ascolto prende la forma di spazi, progetti, proposte e azioni capaci di mettere in dialogo gruppi e comunità.

    Un dialogo che può avvenire tra gruppi di pari, tra città e quartiere e tra differenti livelli della cittadinanza: istituzionale, informale, associativo e di interesse. Enrico e Carlo portano trent'anni di lavoro nei quartieri fragili e di progettazione, ascolto e interazione in una prospettiva generativa e di facilitazione.

    Enrico Testino lavora come educatore di comunità e promotore di progetti socioculturali, soprattutto nell'associazionismo e nella cooperazione sociale. Da quasi trent'anni opera in alcuni dei quartieri più fragili del ponente genovese, collaborando in particolare con Agorà Coop e il Circolo Arci Pianacci.

    È vicepresidente del Circolo Arci Pianacci e coordinatore di progetti di educativa di strada. Ha promosso percorsi di partecipazione e cittadinanza attiva e ideato e gestito numerose iniziative culturali, tra cui il Festival Internazionale di Poesia di Genova, il ciclo di conferenze Media e Identità e SMACK! Fiera del Comics & Games di Genova.

    Carlo Besana ha alle spalle oltre cinquant'anni di impegno nello sport, nel volontariato e nella partecipazione civica. Nel 1972 fonda il Basket Costa e nel 1985 dà vita al Comitato Provinciale UNICEF di Como, coinvolgendo oltre cento istituti scolastici.

    Trasferitosi a Genova, dal 1995 al 2007 lavora come farmacista nel quartiere CEP. Nel 1997 assume la presidenza del Consorzio Sportivo Pianacci, contribuendo alla trasformazione dell'Area Pianacci in un'esperienza di rigenerazione urbana e inclusione sociale attraverso sport, cultura e partecipazione. Oggi ne è Presidente Onorario.

12.00–13.30

Dibattito con domande dal pubblico

Uno spazio aperto al confronto con i relatori e alle domande del pubblico.

Laboratori

15.30–17.30

Esperienze in piccolo gruppo

I laboratori si svolgono in contemporanea: è possibile iscriversi a un solo laboratorio. Sono gratuiti, a numero chiuso e con iscrizione online.

L'ascolto ribelle

Ascoltare il corpo, il tempo, le altre, gli altri

Conduce Nicoletta Cinotti

Viviamo in una cultura che ascolta poco, e che smette quasi del tutto di ascoltare chi invecchia. Per questo ascoltarsi — ed essere ascoltate davvero — è oggi un atto ribelle.

In questo laboratorio esploreremo tre dimensioni dell'ascolto: l'ascolto del corpo, che sa sempre più di quanto crediamo; l'ascolto del tempo, delle storie che ci raccontiamo sugli anni che passano; e l'ascolto reciproco, attraverso una pratica in coppia in cui sperimenteremo cosa succede quando qualcuno ci ascolta senza interrompere, senza consigliare, senza consolare. Semplicemente ascoltando.

Alterneremo pratiche di meditazione, radicamento corporeo, scrittura contemplativa e condivisione. Non serve alcuna esperienza precedente: solo la curiosità di scoprire cosa emerge quando facciamo silenzio abbastanza a lungo da sentire.

Il laboratorio nasce dal percorso Mindful Aging e dal libro La gioia ribelle. La mindfulness e l'arte di invecchiare (Enrico Damiani Editore).

A chi si rivolge

A chiunque voglia esplorare un modo diverso di stare nel tempo che passa. Particolarmente adatto a donne e uomini nella seconda metà della vita, ma aperto a tutte le età: l'ascolto non ha scadenza.

Indicazioni pratiche

  • Portare una penna e un quaderno.

Nicoletta Cinotti

Nicoletta Cinotti è psicoterapeuta, insegnante di mindfulness e autrice di svariati libri. Da oltre quarant'anni pratica meditazione e da anni accompagna gruppi in percorsi di consapevolezza. Il suo lavoro più recente è dedicato al mindful aging: l'arte di invecchiare con grazia e grinta. Vive e lavora a Chiavari, a Genova e online.

www.nicolettacinotti.net

La meraviglia dell'ascolto

Essere pioggia

Conduce Sara Camussa

Un'esperienza immersiva per rallentare, respirare e concedersi un tempo lontano dalla corsa quotidiana.

Avete presente il suono della pioggia? E se, invece di correre da qualche parte, potessimo semplicemente fermarci ad ascoltarla?

“Essere Pioggia” è uno spazio protetto in cui giocare, ascoltarsi e riscoprire la meraviglia nelle cose semplici. Un tempo fatto di attenzione, lentezza, ascolto e libertà, in cui non bisogna dimostrare nulla: basta esserci.

Sara Camussa

Sara Camussa è counselor professionista, diplomata ASPIC – Scuola Europea di Counseling. Ha ideato gli Incontri della Meraviglia, esperienze in piccoli gruppi dedicate all'ascolto, alla lentezza e alla riconnessione con ciò che sentiamo.

La mia linea del tempo

Dal passato alle risorse, dal presente alla direzione

Conduce Alessandra Conta

Un'esperienza guidata per fermarsi, guardare alcuni passaggi significativi della propria storia e riconoscere le risorse che ci hanno aiutato ad attraversarli.

Attraverso la linea del tempo partiremo dal passato per arrivare al presente e rivolgere lo sguardo al futuro: dove sono oggi? Cosa voglio mantenere? Cosa desidero cambiare? Quale direzione voglio prendere?

Un laboratorio esperienziale per scoprire che, nella nostra storia, possono esserci già risorse utili per ciò che vogliamo costruire.

Alessandra Conta

Alessandra Conta è Counselor professionista, Coach e Formatrice. Docente nel Corso di Coaching e nel Master in Counseling, accompagna persone e professionisti nei percorsi di cambiamento, valorizzazione delle risorse e sviluppo del proprio potenziale.

Concerto acustico serale nel cortile di un chiostro illuminato da luci calde

18.00–19.30 | Chiudiamo in Musica

Dall’altra parte della voce

Il Festival dell’Ascolto si conclude con la musica. Max Manfredi, Torchio, Giorgio Penotti ed Elisabetta Gagliardi porteranno sul palco alcune canzoni del loro repertorio intorno al tema dell’ascolto, dell’incontro e della relazione con l’altro.

Ma non sarà un concerto. Tra una canzone e l’altra, gli artisti saranno coinvolti in brevi conversazioni per raccontare che cosa significa per loro ascoltare ed essere ascoltati, quanto ascolto c’è nella nascita di una canzone e quanto una canzone possa, a sua volta, aiutarci ad ascoltare noi stessi e gli altri.

Un modo diverso per concludere la giornata: dopo aver parlato di ascolto, provare semplicemente a metterci in ascolto.

Modera: Marco Andreoli
Accompagna alla chitarra: Matteo Stramesi

  • Max Manfredi

    Cantautore, musicista e scrittore genovese, è una delle voci più originali della canzone d’autore italiana. Vincitore di due Targhe Tenco, attraversa da oltre trent’anni canzone d’autore, folk, musica, teatro e scrittura. Fabrizio De André, che cantò con lui “La fiera della Maddalena”, lo definì «il più bravo di tutti».

  • Torchio

    Cantautore e musicista alessandrino, ha attraversato rock e canzone d’autore prima con i Riservato, poi con i Los Latin Lovers e, dal 2017, come solista. Nel 2025 ha pubblicato “Au Contraire”, un album che intreccia introspezione, ironia e sguardo critico.

  • Elisabetta Gagliardi

    Cantante, musicista e docente alessandrina, si diploma in pianoforte al Conservatorio Antonio Vivaldi e parallelamente sviluppa il proprio percorso nel canto e nella musica dal vivo. Dal 2020 insegna nei dipartimenti pop-rock di diversi conservatori e ha recentemente pubblicato il progetto strumentale “Pills x reels”.

  • Giorgio Penotti

    Musicista, autore ed ex insegnante di lettere, si definisce «irregolare, discontinuo ed eclettico». Da oltre quarant’anni attraversa folk, jazz, canzone d’autore e musica di strada, dedicandosi anche alla composizione, all’arrangiamento e alla scrittura di canzoni e colonne sonore. E cammina ancora.

Ascoltare richiede coraggio.

Perché significa accettare il rischio che l'altro abbia qualcosa da insegnarci. Che la sua esperienza possa mettere in discussione una nostra certezza. Che dietro una posizione che non condividiamo esista comunque una persona che possiamo provare a comprendere.

Il 3 ottobre, ad Alessandria, proveremo allora a fare una cosa tanto semplice quanto inconsueta: incontrarci senza avere come primo obiettivo quello di convincerci.

“Perché forse il contrario del parlare non è stare in silenzio.

Il contrario del parlare senza ascoltare è incontrarsi.

E da qualche parte, oltre le parole, c'è ancora l'altro.”

Chi siamo

Il Festival nasce dall'incontro di persone che lavorano con le persone.

Il Festival dell'Ascolto è promosso e organizzato da FARO – Formazione Avanzata Relazione e Orientamento APS, realtà che si occupa di formazione in Counseling e Coaching, con percorsi dedicati alla relazione, alla consapevolezza e allo sviluppo delle competenze personali e professionali.

Il Festival nasce da un'idea di Marco Andreoli e prende forma attraverso il lavoro e il contributo di Alessandra Conta, Claudia Scuncia, Lorenzo Dorati e Gabriele Zanatta.

Un progetto nato per portare l'ascolto fuori dai luoghi della formazione e della relazione d'aiuto e farlo diventare, per una giornata, un'esperienza aperta alla città.

Logo di FARO – Formazione Avanzata Relazione e Orientamento APS

Informazioni pratiche

3 ottobre 2026

IL CHIOSTROP.zza Santa Maria di Castello, 14 · Alessandria

Ingresso gratuito · Accesso libero

Laboratori gratuiti a numero chiuso, con iscrizione online

Sede accessibile alle persone con disabilità

Per informazioni: info@faro-formazione.com